“Facilmente, si entra in casa con la presunzione solita, senza prendere consapevolezza della grazia di essere in un luogo dove si è abbracciati, dove la nostra solitudine è vinta”

Don Julian Carron

(Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione)

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MOLTA OSSERVAZIONE E POCO RAGIONAMENTO

Ciao. Sono Maurizio Frigerio, Friggi per gli amici; abito a La Novella a Malnate (VA), sono un milanista sfegatato e mi piace Micheal Jackson (qualche chilo fa ero anche un gran ballerino).

Vi voglio raccontare qualcosa di me.

Per un certo periodo abbiamo lavorato per una nota azienda italiana nel settore dei giochi per l'infanzia assemblando i manubri di moto elettriche per bambini.

Io ero l'addetto al controllo qualità ovvero testavo il funzionamento dell'acceleratore di ogni manubrio per verificare che non ci fossero anomalie.

Un giorno il sig. X decide di venire a vedere come viene svolto il suo lavoro da noi, "strambi" operai. Lorenzo Crosta lo guida attraverso la catena di montaggio finché non giungono da me; al mio fianco avevo accatastato una montagnola di manubri che non avevano passato il controllo qualità. Il sig. X chiede "Come mai quel mucchio di manubri?" e Lorenzo risponde, prendendone uno dal mucchio e avvicinandolo al tester, "Sono i pezzi scartati che verranno riassemblati". Ma il manubrio funziona e così anche il secondo ed il terzo che prova. Il sig. X domanda perplesso "Perché li ha scartati? Funzionano perfettamente" e Lorenzo impallidendo per la figuraccia che credeva di aver fatto cerca di salvarsi "in corner" rispondendo "Meglio chiederlo a lui direttamente". "Friggi come mai hai scartato questi manubri? Vedi che funzionano?" mi dice. "Sì, ma le viti non sono tutte uguali" è la mia risposta.

Alla base del manubrio si trovano infatti quattro viti che serviranno ad attaccarlo al corpo della moto: tre sono color metallo e uno è color rame.

Non è forse quello che intendeva il Gius quando diceva "molta osservazione e poco ragionamento portano alla verità", il contrario più facilmente all'errore... o no?

 

PREGHIERA AL MATTINO

Come ogni mattina, fatta la colazione e prima di andare al lavoro, ci riuniamo in sala da pranzo, ascoltiamo pezzi di musica classica e recitiamo le preghiere mattutine.

La preghiera si conclude sempre chiedendo la protezione per i nostri amici e benefattori, in parole povere per quanti ci aiutano anche economicamente.

Se tutte le mattine preghiamo per i benefattori vuol dire che ci sono sempre, che continuano costantemente ad aiutarci.

Fatta questa riflessione ed elaborata per un po' di tempo, una mattina, salito in macchina, mi decido finalmente e mi rivolgo a Lorenzo "Lorenzo, posso farti una domanda?". "Certo Friggi, dimmi" mi risponde lui.

"Ma con tutte le persone che ci aiutano perché andiamo a lavorare?".  

Furbo io, scansare la fatica... ho imparato però che la fatica non è un'obiezione, ma la condizione educativa per diventare grande

 

IN TRENO

Sono Maurizio Natale Conti Catuso, ma potete chiamarmi Catuso; abito a Cascina Maì ad Inarzo (VA). Le mie passioni sono le donne (nonostante io non sia la loro) e la musica rock.

Tanto per farvi capire che tipo sono vi racconto un fatto che è accaduto qualche anno fa.
Lavoro a Venegono Superiore e per un po' di tempo mi sono recato in fabbrica prendendo il treno; qui vedevo i ragionieri (perchè chi porta la cravatta cosa può essere se non ragioniere?) che andavano a Milano con la loro valigetta e il giornale arrotolato sotto il braccio.

E mi sono detto "Che tosti! Voglio darmi un tono pure io". La sera, tornato a casa (allora abitavo ancora a La Novella), vado da Lorenzo e gli chiedo di darmi la custodia di una macchina da scrivere che avevo già notato e un giornale vecchio (una Gazzetta dello Sport, per l'esattezza).

Il giorno dopo salgo in treno, mi tolgo la giacca, la piego e me la adagio sulle gambe (come ho visto fare tante volte dai ragionieri)... e adesso arriva il pezzo forte!

Prendo la custodia, la apro, ne estraggo il giornale e tutto soddisfatto comincio a sfogliarlo con aria molto interessata.
Il signore che mi siede accanto comincia a fissarmi; ad un certo punto abbassa con una mano il lembo del giornale e mi dice "Mi scusi, ma sta leggendo il giornale al contrario...!".

Abbasso il giornale, mi volto lentamente ("Mai perdere la calma" mi dico) e con tono molto cortese gli dico "Si faccia i c**** suoi".

Poi rialzo il giornale e continuo la mia lettura.

Ma guarda che impiccioni questi ragionieri! Però sono proprio forte... numeri come questi non si vedono neanche al circo!

 

DARESTI LA VITA PER UN AMICO?

Io sono Cristina e vivo a Malnate a La Novella.

Una domenica sera mentre cenavamo Lorenzo si è messo ad "interrogarci" per verificare se eravamo stati attenti durante la Santa Messa cui avevamo assistito al mattino. "Chi mi dice di cosa parlava il Vangelo?" ha chiesto. Silenzio. Sguardi fissi al pavimento.

Allora Lorenzo, per andare sul sicuro, l'ha chiesto a Friggi (lui lo sa sempre) e infatti ha risposto "Parlava di Lazzaro". Allora Lorenzo l'ha incalzato chiedendogli "E cosa è successo?". "Le sorelle di Lazzaro quando arriva Gesù gli dicono che se arrivava prima forse era meglio...perché adesso Lazzaro è già morto".
"E cosa fa Gesù quando sa della morte di Lazzaro?" continua Lorenzo. "Si commuove e si mette a piangere" risponde Friggi. "Ecco cosa ci insegna il Vangelo di oggi: quando uno vuole bene si commuove fino al pianto, fino a dare la propria vita per l'altro. Gesù infatti si è fatto uccidere perché ci vuole bene".
Tutta soddisfatta penso di averla scampata. Come dire: l'interrogazione è finita... Lorenzo ha pure tratto l'insegnamento... E invece mi fissa.

"Cristina tu la daresti la vita per un amico? Moriresti per me che sono tuo amico?" mi chiede Lorenzo a bruciapelo.
"Urca! Pensa Cristina, pensa. Non dare una risposta troppo affrettata... se dico di no vuol dire che non sono sua amica e non è vero...però morire caspita...mi fa un po' paura l'idea... Uhm, ecco ci sono!"."Sì, però prima mi faccio anestetizzare un po'!"

Ok dare la vita per un amico... ma senza soffrire troppo!